Il team ha bisogno di un leader, non di una mamma

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Le donne per natura hanno un indole materna, sono predisposte ad avere figli, ad avere un senso materno naturale, e non mancano di sicuramente di un carattere dolce e amorevole che solo una mamma con un figlio può avere.

Ci sono donne leader a capo di un gruppo che hanno famiglia e figli, situazione assolutamente normale. Ma come “distinguere” i due ruoli? Come evitare la personalità della mamma non invada l’ambiente di lavoro?

Innanzitutto analizziamo le caratteristiche della mamma. Se prendiamo spunti dall’analisi transazione, ci sono due modalità Genitoriali: quella affettiva e quella normativa.

Il genitore affettivo è amorevole, ha un grande senso di protezione, tende a proteggere e fare sentire importante il proprio figlio.

Il genitore normativo detta le regole del gioco, si preoccupa di dare una buona educazione e cerca di far rispettare le buone regole di una vita sociale.

Tutto ciò, può avere risvolti positivi o negativi, dipende quando e come vengono utilizzate queste dinamiche.

Te la faccio breve e semplice, perché non possiamo inoltrarci troppo nel tema dell’analisi transazionale, in quanto è molto interessante ma allo stesso tempo troppo complesso. Al Corso Fly vi dedichiamo un’intera serata.

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Se una mamma tende ad essere molto affettiva e protettiva con i propri figli, può succedere che sul lavoro in team, involontariamente, utilizzi le stesse dinamiche, confondendo i propri collaboratori con i propri figli, usando modalità di protezione, affetto e difesa. Ciò potrebbe limitare la crescita dei collaboratori a differenza invece di quanto avverrebbe utilizzando la stessa modalità con i figli.

Allo stesso modo, un rimprovero ad un figlio è dato spesso in modalità normativa. «Devi fare, ti ho detto che, fai come ti dico io…», magari puntando il dito o mettendo le braccia sui fianchi. Questo stesso modo di fare non è esattamente funzionale con un gruppo di adulti che lavora in team e che deve eseguire o seguire la leadership del proprio riferimento.

Perciò, attento alle tue modalità comportamentali. Se sei una mamma, lascia a casa il tuo senso materno che sul lavoro funziona poco. Sfrutta la tua femminilità, l’affetto, la dolcezza, la sensibilità con maturità e modalità adulta. I collaboratori non sono i tuoi bambini e neanche le tue reclute. Sono persone come te, che hanno bisogno di una guida che creda in loro.

Buon lavoro!
Daniela Bonetti

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